Archive for the ‘fund raising in strada’ Category

Una giornata in PricewaterhouseCoopers…

Una opportunità per confrontarsi con i consulenti delle aziende profit…

Ciao, buon anno a tutti. Lo so sono stato un pochino assente, ma c’è anche bisogno di disintossicarsi, dal lavoro e dal … fund raising. Vorrei parlarVi di una esperienza particolare, vissuta con un gruppo di persone, per me speciali. Nel dicembre scorso sono stato invitato a partecipare ad uno “staff day” dalla PricewaterhouseCoopers di Padova…. Non so se la conoscete, è una società di consulenza che opera in 149 paesi nel mondo (www.pwc.com). Il tema della giornata era: coraggio e fiducia: superare le crisi con la sostenibilità. Che giornata! Una intera mattinata passata a discutere di Corporate Social Responsability , di bilancio sociale, di sostenibilità e il pomeriggio invece a ragionare di fund raising, partnership profit/nonprofit con la chicca finale del business game: provare ad immaginare ed ideare 5 partnership, e definirne i progetti, tra cinque aziende profit loro clienti e 5 ambiti/organizzazioni non profit. Esperienza entusiasmante, impegno, idee, voglia di provarci, sperimentazione, un po’ di fantasia, un pizzico di sana incoscienza e tanto divertimento, hanno prodotto cinque ottime idee. Grazie ai 35 partecipanti, tutti consulenti della PricewaterhouseCoopers (giovanissimi!) per la partecipazione e l’apporto di energia positiva. Finale a sorpresa con la proiezione delle foto scattate durante la giornata da un collega fotografo che per tutto il tempo non ha fatto altro che immortalarci in curiosi e simpatici atteggiamenti. Sarebbe auspicabile che una simile esperienza fosse possibile anche nelle organizzaizoni nonprofit, sono sicuro che ne deriverebbero indubbi benefici. Alla prossima.

Silvio, il capo.Paola e Lauraio...i consulentisempre iola creatività in azionesuggestioni


Ma quanto guadagna un fund raiser?

perchè non se ne parla?

Eh sì, sono sicuro che molti di noi se lo sono chiesto più volte. E non solo quanto guadagna, ma quali sono le tariffe…… quale compenso si chiede per una consulenza …. quanto vale la nostra attività ….. la nostra professionalità.
Credo di aver posto innumerevoli volte queste domande a colleghi, compagni di corsi di formazione, relatori, alla stessa ASSIF…. E la risposta?  Sempre uguale: DIPENDE!!!
Va bene …. ma da cosa? Da chi? Perché?
Sempre la stessa risposta, anzi, sempre la stessa NON-RISPOSTA.
Ma noi non siamo quelli che richiedono e incitano alla trasparenza, non abbiamo forse fatto (giustamente) della rendicontazione uno dei pilastri della costruzione della relazione di fiducia con il donatore (che nel nostro caso potrebbe essere rappresentato  dal committente o dal cliente).
E’ mai possibile che non si riesca a stabilire, concordare, fissare, non dico una tabella tariffaria, ma almeno una indicazione di quanto possa “oggettivamente” valere la nostra professionalità, dando per acquisito che il compenso a percentuale sia bandito dalle forme di pagamento.
Mah … di fronte a queste domande molto spesso ho avvertito quasi un fastidio da parte degli interlocutori, a volte perfino un disagio nel comunicare quali fossero le parcelle, i compensi richiesti per i progetti, per una consulenza, per una campagna di fund raising locale o nazionale, ecc.; in fin dei conti nel momento in cui ci si appresta a stilare budget sulle attività di fund raising il compenso del fundraiser non deve forse essere conteggiato assieme agli altri investimenti?
E per chi si appresta a intraprendere la professione, non sarebbe forse utile sapere se ci può campare e se il reddito (presunto) che si può aspettare è tale da consentire di raggiungere le proprie aspettative? E’ vero, lo so che nessuno può garantire livelli di reddito o listini da applicare, ma da questo a non dare alcuna indicazione mi pare ne passi….. a volte sembra che abbiamo la paura di esporsi, di compromettersi, di far sapere…..
Ebbene, non per velleità e nemmeno per pupolismo, ma invece per cercare di dare un contributo a questa discussione e quanti vorranno parteciparvi, ho deciso di pubblicare la mia dichiarazione dei redditi dello scorso anno (quella attuale è in fase di elaborazione e non appena pronta sarà pubblicata).
E’ la dichiarazione dei redditi di un fundraiser in strada, un anno di lavoro fatto di consulenze e di incontri di formazione da un professionista con 25 anni di esperienza nel settore nonprofit di cui 10 nello specifico settore del fund raising, questo solo per dare un minimo di contesto.
Se la rendicontazione e la trasparenza sono valori che condividiamo, beh in qualche modo bisognerà pure dimostrarlo no?


Commentate gente, commentate….
modello-unico-2007


Fund Raising da… elementari

e se li abituassimo da piccoli . . .

Eh sì, dopo il festival del Fund Raising si ricomincia con il lavoro, più carichi di prima. Vorrei segnalare questa simpatica iniziativa svolta con gli alunni delle classi prime elementari dei miei figli. Non so quanti di voi abbiano bambini, ma la carenza di materiali didattici e di consumo è cronica. Che fare allora? Beh noi abbiamo pensato che le tecniche apprese in svariati corsi di formazione sul fund raising potevano tornare utili e così abbiamo organizzato questa campagna di fund raising, solo che in luogo dei denari abbiamo raccolto materiali.

Il risultato: entusiasmante, in un mese abbiamo raccolto materiali sufficienti per coprire tutto l’anno. Come vedete gli elementi ci sono tutti: i donatori, i beneficiari, la giusta causa, la sollecitazione, lo sponsor e il modo di partecipazione dei donatori, attuato scrivendo un bigliettino avente per tema la propria classe, in più se questi pargoli di provincia imparano anche a fare delle piccole, ma significative, donazioni e ad occuparsi di solidarietà (se pur di classe) fin da bambini, forse avremo nel futuro qualche donatore in più. Non è forse vero che donare è anche una buona abitudine…

Commentate gente, commentate…

i biglietti dei bambini