Una giornata in PricewaterhouseCoopers…
Una opportunità per confrontarsi con i consulenti delle aziende profit…
Ciao, buon anno a tutti. Lo so sono stato un pochino assente, ma c’è anche bisogno di disintossicarsi, dal lavoro e dal … fund raising. Vorrei parlarVi di una esperienza particolare, vissuta con un gruppo di persone, per me speciali. Nel dicembre scorso sono stato invitato a partecipare ad uno “staff day” dalla PricewaterhouseCoopers di Padova…. Non so se la conoscete, è una società di consulenza che opera in 149 paesi nel mondo (www.pwc.com). Il tema della giornata era: coraggio e fiducia: superare le crisi con la sostenibilità. Che giornata! Una intera mattinata passata a discutere di Corporate Social Responsability , di bilancio sociale, di sostenibilità e il pomeriggio invece a ragionare di fund raising, partnership profit/nonprofit con la chicca finale del business game: provare ad immaginare ed ideare 5 partnership, e definirne i progetti, tra cinque aziende profit loro clienti e 5 ambiti/organizzazioni non profit. Esperienza entusiasmante, impegno, idee, voglia di provarci, sperimentazione, un po’ di fantasia, un pizzico di sana incoscienza e tanto divertimento, hanno prodotto cinque ottime idee. Grazie ai 35 partecipanti, tutti consulenti della PricewaterhouseCoopers (giovanissimi!) per la partecipazione e l’apporto di energia positiva. Finale a sorpresa con la proiezione delle foto scattate durante la giornata da un collega fotografo che per tutto il tempo non ha fatto altro che immortalarci in curiosi e simpatici atteggiamenti. Sarebbe auspicabile che una simile esperienza fosse possibile anche nelle organizzaizoni nonprofit, sono sicuro che ne deriverebbero indubbi benefici. Alla prossima.








Gennaio 17th, 2009 at 17:25
Bella iniziativa, peccato non esserci stato!
Ce lo dai un contatto in pwc da tartassare per fare un po’ di csr?!
Gennaio 17th, 2009 at 21:10
Bella veramente, una giornata così mi stuzzica assai. Per il non profit potrebbe essere un vero toccasana. Personalmente sono idee che mi frullano in testa almeno da un paio d’anni: responsbilità sociale delle aziende, sostenibilità… Da provare seriamente.
In questi giorni mi sta frullando un’idea…
Gennaio 18th, 2009 at 08:58
….”voglia di provarci…un pizzico di sana incoscienza …e divertimento !!!!” ce n’è proprio tanto bisogno di questi tempi !!!..grazie annalisa
Gennaio 19th, 2009 at 11:17
Veramente una bella esperienza. Mi piacerebbe esportarla nella mia realtà… Grazie per la tua condivisione. Buon lavoro.
Nicla
Gennaio 21st, 2009 at 10:37
bravo Luciano, hai fatto bene a condividere questa esperienza speciale.
mi riporta un po’ di sano ottimismo.
grazie! Livia
Gennaio 21st, 2009 at 14:39
caro luciano, sentire persone parlare delle loro esperienze di lavoro con tanta vitalità ed entusiasmo è sempre incoraggiante
tanto più che ciò è legato, oltre che al gusto per il proprio lavoro, anche a quel sovrappiù di motivazione che viene dal fatto di lavorare anche “per rendere il mondo un luogo un po’ migliore”, come tu dici
dal mondo delle imprese - dalle sue professionalità, dinamismo, pratiche organizzative, idee innovative - le realtà non-profit hanno molto da prendere, ed è bene che lo faccia, senza pregiudizi, ovviamente scegliendo cosa prendere da cosa lasciare
queste forme di collaborazione tra le une e le altre (penso ai 5 progetti) sono pure un’opportunità preziosa, con i suoi bravi rischi, ma se giocate bene possono arricchire ambedue i partner, e ovviamente consentire lo svolgimento di un servizio di interesse sociale
continua così!
Gennaio 21st, 2009 at 15:06
Ciao, grazie a tutti per i commenti incoraggianti, e perchè no, molto molto piacevoli. Non me ne vogliate, ma uno lo devo devo proprio evidenziare, quello di Benedetto Gui! Forse non tutti quelli che frequentano questo blog lo conoscono, è un professore di economia dell’università di Padova, ma non uno qualsiasi…. è uno dei primi quattro autori che ha introdotto la categoria di “bene relazionale” nel dibattito teorico - assieme al filosofo Martha Nussbaum nel 1986, il sociologo Pierpaolo Donati sempre nel 1986, e gli economisti Carole Uhlaner nel 1989 e Benedetto Gui appunto nel 1987 (fonte Luigino Bruni http://www.fabbricafolosofica.it/MA/06/01.html)e chi si occupa di fund raising sa bene cosa significhino i beni relazionali.
Ora che questi prima mi dia l’opportunità di fare una lezione ai suoi studenti e poi commenti un mio post su questo blog…. mi lunsinga veramente tanto. E’ proprio vero, i grandi uomini non hanno bisogno di grandi piedistalli!!!
Grazie.